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Catta's Life Ep.1 "Guinness & Surf - The Ireland Catch"

  • tommasocattarin
  • 29 ago 2021
  • Tempo di lettura: 4 min

Eccoci al primo articolo di questo blog

Dopo avervi dato un incipit nella mia presentazione ( bella vero? ), direi che è giunta l'ora di fare le cose sul serio

In questo primo episodio parleremo di quella volta che il nostro eroe è finito in Irlanda alla ricerca di una buona birra e di buone spiagge per andare a fare del buon sport con la tavola ( da molti denominato "Surf" ). Già Surf, uno sport che secondo la maggior parte delle persone che ho conosciuto si può praticare solo in California, Portogallo e Sardegna; ma che invece si può fare proprio d'appertutto ( i puristi me ne vogliano, ma a me basterebbe anche un'onda di mezzo metro per volare ).


Il Viaggio

Il tutto si sviluppa nell'estate del 2017, quando contattato dal mio amico Fede, iniziamo ad informarci dove poter trascorrere le nostre prime vacanze da soli senza genitori e darci quindi alla pazza gioia (chiunque ha provato l'esperienza, sa cosa vuol dire). Dopo aver scartato mille mete per l'impossibilità di trovare una famiglia host, ci siamo dirottati verso il paese della Guinness, del Surf e di San Patrizio ovvero l'Irlanda. Fatto armi e bagagli, preso i biglietti e si parte: destinazione avventura




Vi risparmierò il tempo passato a Dublino, anche perché non rappresenta il vero e proprio clou del nostro viaggio, dirottandovi direttamente nell'occhio del ciclone ovvero nella piccolissima cittadina di Kilshannig (per capire dove si trova e quanto isolata fosse andate pure a vedere su Google Maps).

In questa "cittadina" (che sarebbe più corretto chiamare agglomerato di case) si trovava la nostra famiglia host: otto persone, un cane e un quantitativo di burro da far salire l'indice glicemico anche al più sportivo tra voi. In cambio di cucinarli la cena e mettergli a posto casa, loro ci avrebbero offerto il vitto e alloggio gratuito oltre che alla possibilità di usufruire dei loro insegnamenti in ambito di sport acquatici...ed è proprio qui che si fa seria la cosa. Quando ce l'hanno detto non stavamo nella pelle, eravamo gasatissimi e pronti a buttarci a capofitto in questa nuova esperienza.





Le Surf Vibes


Già proprio così, quelle tipiche degli anni 70 che ti vengono in mente ascoltando la canzone qui sotto, con un'unica controindicazione: ci troviamo in Irlanda, non in California e quindi la temperatura dell'acqua non sale oltre i 6 gradi (sì, 6 fottuttissimi gradi).

Gelo a parte, le giornate si sviluppavano più o meno così:

- Sveglia con saluto al cane, Irish Breakfast a base di uovo sbattuto-burro-toast e buon chill sound

- Saltare in sella al destriero a due ruote per percorrere i circa 40 minuti che ci separavano dai centri dove tenevano le lezioni di Surf/Windsurf

- Lezione di Surf


Per quanto riguarda lo sport del surf posso dire sicuramente che è stata una sfida a dir poco adrenalinica: sono caduto un numero indecifrato di volte, ho bevuto una quantità di acqua da riempire una piscina olimpionica e sono stato risucchiato dal riflusso un paio di volte (esperienza mistica ma non la consiglio a nessuno). Detto ciò, ora che ne scrivo, mi sto mettendo a piangere perchè in fondo sono state delle emozioni fortissime che mi riportano a momenti fantastici e ricchi di good vibes.





La cosa più bella sicuramente è stato riuscire a superare i propri limiti cavalcando le onde più grandi e spingendosi sempre di più al largo per godere di quell'adrenalina che solo uscire dalla propria comfort zone può garantire.

Un'esperienza unica, che consiglio a tutti di provare una volta (o anche più perchè no) nella vita, capace di insegnarti che i limiti che ognuno si crea si possono superare poco per volta e che al di fuori della propria bolla c'é un mondo fantastico.

Il tutto per finire poi con un'ottima pinta di Guinness la sera, parlando con gli isolani di come era andata la giornata e di cosa si sarebbe fatto la sera dopo; oppure godendosi un bellissimo tramonto in riva al mare mentre si rifletteva sulla vita e sulle esperienze vissute quel giorno.




Le due settimane della nostra permanenza posso dire che sono volate, ma ci porteremo sempre dentro le bellissime esperienze vissute: le nottate di fronte al fuoco, i tramonti, le scampagnate per le spiagge e tutto ciò che abbiamo fatto in quel periodo. Ringrazio infinitivamente Fede che mi ha accompagnato in questa avventura, ricordando una citazione che mi è rimasta in testa dopo averla sentita su un film (chi indovina il film nei commenti, una birra per posta) e alla quale non posso dare torto: "Happiness only real when shared". Per quanto possa essere una frase come un altra, ci vuole ricordare come, in quanto esseri umani, le migliori esperienze sono vissute al 100% solo se in compagnia. Vi vorrei portare a riflettere su questo e mandare un messaggio al vostro/alla vostra migliore amico/a (o ancora meglio incontrarvi di persona) per ricordare con loro le vecchie avventure passate e riproporvi di farne di nuove Con questo è tutto Ragazzi/e Alla prossima SEE YAA


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